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I GIOVANI (E I CONTI) CHE NON TORNANO

La Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune sarà al Festival dell'economia di Trento che si terrà dal 31 maggio al 3 giugno 2012.

In occasione dell'evento quest'anno incentrato sui cicli di vita e il rapporto tra generazioni la Fondazione ha promosso un seminario con Svimez per affrontare temi quali: nuove mobilità Sud-Nord e “tsunami demografico”, assenza di ricambio generazionale, marginalità socio-economica dei giovani. Come porre le basi per una crescita sostenibile in una società più equa?
 
UN UOMO SEMPLICE E LEGGERO

 

Mercoledì 6 Giugno ore 18.00 - Via degli Uffici del Vicario 43 – Roma, Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune

Cristian Carrara (Presidente Acli di Roma) intervista Andrea Monda, autore del libro Benedetta umiltà. Le virtù semplici di Joseph Ratzinger, edito da Lindau, un viaggio alla scoperta di Benedetto XVI, «semplice e umile lavoratore nella vigna
del Signore».

Intervengono:
Sandro Magister (Giornalista)
Paolo Pegoraro (Responsabile Comunicazione Pontificia Università Gregoriana)
Michele Rizzi (Presidente Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune).
Chiude i lavori Andrea Olivero (Presidente Acli Nazionali).

CAPIRE LA CRISI

E' il titolo del nuovo libro della collana "Scrivere il presente" della Fondazione edita da Rubbettino. A firma di Massimo Calvi, capo redattore del quotidiano Avvenire, il volume ripercorre le tappe della crisi economica a partire dallo scoppio della bolla dei mutui subprime a oggi, passando per la bancarotta della Lehman Brothers, il default dell’Islanda, fino ad arrivare alla crisi Greca.

 

 

SIGLATO ACCORDO TRA LA FONDAZIONE ACHILLE GRANDI E ANCI GIOVANE

La Fondazione "Achille Grandi per il Bene Comune" e Anci Giovane hanno siglato un protocollo di intesa per portare avanti alcune iniziative che promuovono il bene comune, la buona amministrazione e la crescita professionale ed etica dei giovani che vogliono impegnarso per la propria comunità.

Tassiamo le transazioni finanziarie, distribuiamo il peso della crisi
di Leonardo Becchetti

Mentre la crisi dei paesi più deboli della zona euro infuria non si vede all’orizzonte alcuna soluzione dei problemi di fondo che l’hanno causata. Ed è questo uno dei fattori che rende la crisi più acuta. In Irlanda quasi 25.000 persone perdono il lavoro nel settore pubblico ma la crisi non l’hanno certo causata loro. Esattamente come in Islanda (ma su scala più grande) un intero paese è in ginocchio per via di banche, troppo grandi per le dimensioni del paese, che hanno preso rischi eccessivi. In tutti i paesi europei la reazione è sempre la stessa: tagliare beni e servizi pubblici perché i livelli di tassazione di consumi e lavoro sono già troppo elevati. L’asimmetria tra responsabilità e oneri della crisi non è solo un problema di equità sociale, che rischia di diventare progressivamente un problema di tenuta della coesione sociale stessa, ma è parte della mancanza di soluzione.