I GIOVANI (E I CONTI) CHE NON TORNANO In occasione dell'evento quest'anno incentrato sui cicli di vita e il rapporto tra generazioni la Fondazione ha promosso un seminario con Svimez per affrontare temi quali: nuove mobilità Sud-Nord e “tsunami demografico”, assenza di ricambio generazionale, marginalità socio-economica dei giovani. Come porre le basi per una crescita sostenibile in una società più equa?
Coordina: Sergio Nava (Giornalista Radio 24) Intervengono: Leonardo Becchetti (Economista, direttore Benecomune.net), Luca Bianchi (Vice Direttore SVIMEZ), Francesco Delzio (Manager e scrittore), Enrico Giovannini (Presidente ISTAT), Michele Rizzi (Presidente Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune), Alessandro Rosina (Docente di demografia - Univ. Cattolica di Milano). Vi aspettiamo l'1 Giugno ore 11:00 Palazzo Calepini Sala Fondazione Caritro, Trento. |
IL RISVEGLIO DEI CATTOLICI Cresce l’attenzione per la creazione di un movimento in grado di parlare a classe politica, imprenditoriale e ai cittadini Questa energia propulsiva non necessariamente deve tradursi in un partito cattolico, ma non può in ogni caso rimanere disorganizzata, pena l’insignificanza. |
IL FEDERALISMO FISCALE "Un aureo libriccino" LA REPUBBLICA (Alberto Statera).
"Tutto quello che avremmo voluto sapere sul federalismo fiscale e ancora nessuno, a cominciare dai mezzi d'informazione, ha mai raccontato" IL TEMPO. |
SIGLATO ACCORDO TRA LA FONDAZIONE ACHILLE GRANDI E ANCI GIOVANE
La Fondazione "Achille Grandi per il Bene Comune" e Anci Giovane hanno siglato un protocollo di intesa per portare avanti alcune iniziative che promuovono il bene comune, la buona amministrazione e la crescita professionale ed etica dei giovani che vogliono impegnarso per la propria comunità. |
di Leonardo Becchetti
Mentre la crisi dei paesi più deboli della zona euro infuria non si vede all’orizzonte alcuna soluzione dei problemi di fondo che l’hanno causata. Ed è questo uno dei fattori che rende la crisi più acuta. In Irlanda quasi 25.000 persone perdono il lavoro nel settore pubblico ma la crisi non l’hanno certo causata loro. Esattamente come in Islanda (ma su scala più grande) un intero paese è in ginocchio per via di banche, troppo grandi per le dimensioni del paese, che hanno preso rischi eccessivi. In tutti i paesi europei la reazione è sempre la stessa: tagliare beni e servizi pubblici perché i livelli di tassazione di consumi e lavoro sono già troppo elevati. L’asimmetria tra responsabilità e oneri della crisi non è solo un problema di equità sociale, che rischia di diventare progressivamente un problema di tenuta della coesione sociale stessa, ma è parte della mancanza di soluzione.





