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Ceralacca

06/07/2011

La collana Ceralacca nasce dalla volontà di far tornare alla luce alcuni classici del pensiero cristiano, scritti inediti e grandi opere del passato che, riletti in chiave moderna, rivelano una dirompente attualità.

Preghiera, spiritualità, pensiero politico, storia, sono solo alcuni degli elementi che si intrecciano nelle pagine scritte da uomini che hanno guardato in profondità il mistero che c’è al fondo di ogni esistenza. Sono elementi che ci guidano nella scoperta del vero significato del bene comune per cui vale la pena, oggi più che mai, sostare un poco e rileggerli. Senza dar nulla per scontato.

Il primo volume di questa collana, edita da Rubbettino, è dedicato all'ultima opera di Tommaso Moro, Dialogo del conforto nelle tribolazioni scriita negli ultimi mesi di prigionia trascorsi nella Torre di Londra prima di venire giustiziato il 6 luglio 1535. Fin dalla sua apparizione quest’opera è stata considerata uno dei capolavori della meditazione spirituale («un manuale dei martiri») nonché uno dei più alti esempi di dialogo letterario in lingua inglese, in cui la profondità dell’analisi dell’animo umano si accompagna sempre al tocco lieve dell’umorista.
Sullo sfondo di una società attraversata da una profonda crisi spirituale e civile, il Dialogo affronta il grande tema della presenza del male e della sofferenza nel mondo e del modo in cui poter meglio affrontare questa sfida. In un’epoca in cui l’Europa si sentiva minacciata dal pericolo di invasioni esterne, Tommaso Moro invita a guardare anche e soprattutto ai rischi provenienti dall’interno: dalle degenerazioni dispotiche dei governanti nonché dalle debolezze dell’animo umano.
In queste pagine la riflessione teologica si innesta su una finissima osservazione antropologica e psicologica, che analizza una ad una le prove a cui l’umanità è sottoposta: dubbio, paura, tribolazione, disperazione, suicidio, orgoglio, pusillanimità, eccesso di scrupolosità, odio, persecuzione, martirio. La grandezza dell’umanità di fronte a queste prove non sta nell’illusione di vincere definitivamente il dolore - che accompagna sempre la vicenda umana -, ma nel resistere alla tentazione di cedere al compromesso con il male, mantenendosi fedeli alla propria coscienza e al bene da essa intravisto. Per queste ragioni, il Dialogo del conforto può essere considerato uno dei grandi classici della spiritualità del politico.

La riedizione è stata curata da Michele Nicoletti, Professore di Filosofia Politica presso l’Università di Trento.