FondazioneBenecomune.it http://www.fondazionebenecomune.it/ costruire, condividere, promuovere conoscenza it GIOVANI E POLITICA. IL RICAMBIO IMPOSSIBILE http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=130 Thu, 02 Sep 2010 14:22:42 +0200 Gli esiti delle ultime elezioni regionali (marzo 2010) non hanno smentito la tendenza tutta italiana a marginalizzare i giovani dalla vita pubblica. Che la politica nazionale fosse offlimits per i nostri giovani è cosa ormai risaputa: molte ricerche hanno fatto luce sulla difficoltà delle nuove generazione ad entrare nei palazzi del potere. Tra le più recenti, URG!, un’indagine CNEL-FNG rileva che dal 1992 ad oggi i deputati under35 non hanno mai raggiunto la soglia del 10% degli eletti alla Camera, fatta eccezione per la XII Legislatura (1994-1996 − 12,4%). Anche dopo le ultime elezioni politiche (2008) si è registrato solo un modesto incremento rispetto al quinquennio precedente (5,6%). 

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L’attuale legge elettorale penalizza i giovani che, con i vincoli in vigore, (la soglia di 25 anni per candidarsi ad un posto nella Camera dei deputati e di 40 per il Senato) hanno meno opportunità di essere rappresentati; inoltre, dopo l’abolizione delle preferenze, i partiti, in base alla posizione di lista assegnata ai loro candidati, controllano di fatto l’accesso ai luoghi del potere, consolidando candidati già collaudati.

I giovani sono una sparuta minoranza non solo in Parlamento, ma anche nelle istituzioni locali dove ci si aspetterebbe una loro maggiore partecipazione[1]: addirittura l’età media degli eletti, dal 2005 ad oggi è lievemente aumentata, passando da 49 a 50 anni. La tendenza illustrata nella tabella sottostante è eloquente: benché rispetto alle elezioni regionali del 2005 la quota degli under35 eletti abbia fatto registrare un lieve incremento (+1,3), di fatto le nuove generazioni continuano ad essere estromesse anche dalle cariche amministrative, rappresentando appena il 7,3% degli eletti. Parallelamente, si è rafforzato il peso politico degli ultra-cinquantacinquenni che, da quando le regioni sono diventate il fulcro delle politiche pubbliche (la sanità, l’istruzione, i servizi socio-assistenziali), hanno tutto l’interesse a rimanere tenacemente attaccati alle loro poltrone.
 

Sebbene anche a livello locale la classe politica continui a configurarsi come prevalentemente maschile, è tra i più giovani che si riscontra una maggiore partecipazione da parte delle donne. Segno che la questione delle “quote verdi” è legata a doppio filo con quella delle “quote rosa”. Il tal senso, il rinnovamento anagrafico della classe dirigente produce anche degli effetti benefici sul piano delle pari opportunità tra i generi: se tra gli eletti con più di 36 anni le donne rappresentano appena il 12,1%, tra gli under 35 la componente femminile è quasi il doppio (21,2%).

In ogni caso, le donne continuano a ricoprire un ruolo marginale nella gran parte delle regioni, raggiungendo quote significative solo in Campania (24,2%), Piemonte (20,3%), Emilia Romagna (19,6%) e Toscana (17,9%). Addirittura, in Basilicata e in Calabria non è stata eletta nessuna donna. 

In termini di ricambio generazionale, la regione più “virtuosa” si conferma essere la Lombardia (12,5% degli eletti under35). In tutte le altre regioni i giovani restano al di sotto della soglia del 10%, anche se in alcuni contesti, rispetto alla precedente tornata elettorale, si riscontra un ringiovanimento del ceto politico. Ad esempio, in Toscana gli under35 sono passati dal 2,8% all’8,9% (+6,1%); in Liguria dal 4,5% al 9,8% (+5,3%) e nel Lazio dal 6,2% al 9,3% (+3,1%). Maglia nera, da questo punto di vista, è la Basilicata dove tutti gli eletti hanno più di 35 anni.
Gli under35 risultano eletti soprattutto nelle file del centro destra e nei partiti minori (altre liste 33,3%). Il che la dice lunga sulla loro lontananza dai “luoghi del potere”[2] 
 

Nello specifico, il partito che ha concesso più chance ai trentenni è stato la Lega: il 17,7% dei suoi eletti ha infatti meno di 36 anni, segue il PDL con il 10,9%. Il PD ha solo il 3,6% di under35 tra i suoi eletti, mentre non risulta eletto nessun giovane tra gli amministratori regionali dell’UDC.
 

Fonte: Elaborazione Fondazione Achille Grandi per il bene comune su dati del Ministero dell’Interno




[1] Le regioni in cui si è votato sono: Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria.
 
[2] Nell’etichetta “altre liste” sono stati inclusi tutti i partiti minori. Si tratta, pertanto, di un raggruppamento numeroso ed eterogeneo, dove la percentuale di giovani candidati è molto variabile. Tra queste forze politiche, quelle più inclini ad appoggiare le candidature dei 25-35enni si collocano nell’estrema destra (Forza Nuova ) o nell’estrema sinistra (Federazione della Sinistra).

 

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LA BUONA POLITICA. SCUOLA DI FORMAZIONE, III EDIZIONE - SASSARI http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=129 Tue, 13 Jul 2010 15:46:08 +0200 La Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune è partner delle Acli della Sardegna per la realizzazione della Scuola politica e sociale. Trasformazioni demografiche, sviluppo locale e federalismo saranno alcuni dei temi affrontati durante le lezioni.

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Potranno prendervi parte, oltre agli associati, tutte le persone che sono interessate ad approfondire il tema dello sviluppo locale.I corsi prevedono tre sessioni, ciascuna delle quali strutturata tra il sabato pomeriggio e la domenica mattina, e quattro intersessioni.
I sessione. Si comincia il 24 e 25 luglio con la prima sessione dedicata al “Fare comunità per il bene comune”. Il relatore sarà Alessandro Rosina, professore associato di demografia all’Università Cattolica di Milano. I temi di questa prima fase di studio verteranno sulle trasformazioni demografiche e l’impatto che queste hanno sulla crescita sociale ed economica del paese.
II sessione. La seconda sessione prenderà l’avvio a settembre (il 18 e il 19). Gli argomenti della seconda sessione intitolata “Luoghi e pratiche del qui e subito: quale modello di sviluppo per la Sardegna?” si concentreranno sulle proposte economiche di sviluppo. 
III sessione. A seguire la sessione autunnale del 23 e 24 ottobre. In questa terza sessione verranno trattate tematiche che riguarderanno la distribuzione delle risorse fra le regioni italiane e le implicazioni del federalismo.  
Nel corso di ciascuna sessione sono previste, relazioni e dibattiti oltre a testimonianze, celebrazione della santa messa e lavori di gruppo in funzione del tema e delle intersessioni. Sono in programma, inoltre, diverse intersessioni calendarizzate: la prima a settembre, a seguire una ad ottobre, un’altra a novembre e infine una a dicembre.
Le intersessioni sono strutturate con modalità seminariale o work shop, seguiranno di volta in volta temi differenti, e saranno partecipate nei luoghi in cui si apriranno i quattro nuovi circoli Acli “Benecomune”.
Gli stessi Circoli verranno presentati ufficialmente nel corso di una conferenza stampa fissata per il 29 ottobre.
Le domande di partecipazione dovranno essere inoltrate via e-mail all’indirizzo scuoladipolitica@aclisardegna.it o via fax al numero 070.6791245.
E’ previsto il numero chiuso di iscrizioni, con un tetto massimo di 50 partecipanti (possibilmente 10 da ogni provincia, i restanti accederanno secondo l’ordine d’arrivo).
Le prime due sessioni si terranno nella sede dell’Argentiera (vicino a Sassari) mentre la terza sessione sarà ospitata a Cagliari. Per quanto riguarda le intersessioni, si svolgeranno nelle sale consiliari dei Comuni che ospiteranno i circoli nel proprio territorio.
Nelle sessioni verrà mantenuta la formula già consolidata nelle edizioni precedenti con relatori a confronto e due relatori esterni. Le intersessioni saranno animate da attori locali, tra amministratori e testimoni.  
 

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Il federalismo bucato del ministro della Complicazione http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=128 Wed, 23 Jun 2010 15:22:51 +0200 Affari & Finanza - La Repubblica, 14/06/2010

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Quel mostro travestito da Carosello http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=127 Wed, 16 Jun 2010 15:13:10 +0200


FINANZA E MERCATI- Punto di vista - pag. 19

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Stefano Bartolini http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=126 Wed, 16 Jun 2010 13:19:36 +0200 ]]> Insegna Economia politica ed Economia sociale presso la Facoltà di Economia "Richard Goodwin" dell'Università di Siena. Ha pubblicato numerosi saggi su prestigiose riviste internazionali. Le sue aree di competenza spaziano dall' Economia della felicità a quella del capitale sociale, dall' Economia della crescita a quella ambientale. E' stato consulente della Banca Mondiale ed ha collaborato con l'OCSE per il Global Project. Ha pubblicato il volume " Manifesto per la felicità: Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere", per Donzelli, 2010.

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AL BANDO LA PUBBLICITA' AI BAMBINI. Una proposta per il Paese http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=125 Wed, 16 Jun 2010 12:55:06 +0200 Di seguito l'articolo pubblicato su Finanza e Mercati, "Quel mostro travestito da Carosello" a firma dell'economista Stefano Bartolini. Una proposta per il Paese promossa dalla Fondazione per il Bene Comune.

La pubblicità fa male. Ha effetti negativi sul benessere degli adulti e devastanti su quello dei bambini. Per questo, la proposta di abolire la pubblicità diretta a questi ultimi e tassare pesantemente quella diretta ai primi non dovrebbe suonare come una provocazione, tanto più che in alcuni paesi d’Europa già lo si fa.

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Questi provvedimenti dovrebbero essere applicati a quelle forme di pubblicità più pericolose, come quella televisiva. Molte ricerche mostrano come la pubblicità manipoli valori, desideri, comportamenti, relazioni e benessere. Questi effetti passano per la promozione dei valori del consumo negli individui. Gli individui consumisti sono più stressati e meno soddisfatti della loro vita. Sviluppano la tendenza a considerare gli altri come oggetti e questo rende difficile vivere a pieno la propria vita relazionale.

Ma l’aspetto ancora più preoccupante è la forte vulnerabilità dei bambini che interiorizzano più facilmente i valori del consumo veicolati dagli spot; questo li conduce a maggiore ansia, minori livelli di auto-stima, rapporti più difficili con i genitori e maggiore probabilità di fare attività anti-sociali. Proprio loro sono divenuti oggi il principale target della pubblicità. Negli USA, nell’arco di venti anni, la spesa totale in pubblicità TV diretta ai bambini è aumentata di oltre 150 volte. Inoltre, la raffinatezza delle strategie pubblicitarie dirette ai bambini ha raggiunto livelli impressionanti. Non si bada a spese: un esercito di psicologi, esperti di sviluppo infantile, sociologi e antropologi offrono le loro raffinate armi all’industria pubblicitaria dietro lauti compensi, mentre un diluvio di ricerche cataloga i più intimi dettagli della vita dei bambini.
Ma come è possibile che la pubblicità sia divenuta il “racconta storie” moderno, l’architetto globale dell’infanzia? Il motivo è che i bambini sono più fragili di fronte alla pubblicità: sotto i cinque anni non sono capaci di distinguere chiaramente uno spot da un programma; dagli otto anni su, cominciano a sviluppare sì un certo scetticismo, ma le loro richieste di acquisti rimangono fortemente dipendenti dal loro consumo mediatico. Un secondo motivo è legato ai livelli crescenti della loro esposizione televisiva. Uno studio di Nickelodeon mostra che in media un bambino di dieci anni memorizza dalle 300 alle 400 marche. Per questo la pubblicità di prodotti per adulti ha invaso anche i canali satellitari di cartoni animati, come una sorta di investimento di lungo periodo. ll cliente si fidelizza meglio da piccolo.
Che fare quindi? Né più, né meno di quello che facciamo in altri mercati che trattano prodotti pericolosi (alcool, tabacco, armi, ecc.): regolare, tassare o, al limite, bandire. Ad esempio, in Svezia, è stata proibita la pubblicità televisiva diretta ai minori di 12 anni, mentre in Nuova Zelanda, quella del cibo spazzatura. In Francia la pubblicità è stata bandita dai canali di stato.
Come per alcool e sigarette, si potrebbe tassare la pubblicità pesantemente. In questo modo le grandi imprese ridurrebbero la dimensione del bombardamento pubblicitario e il relativo gettito fiscale potrebbe essere utilizzato a finanziare campagne mediatiche con contenuti positivi.
Oltre a vietare la pubblicità a bambini e adolescenti, si potrebbero proibire gli spot di cibo spazzatura; la reclame di prodotti presentati come mezzo d’inclusione sociale o quella che invade la sfera relazionale (ad esempio quelle che promettono sconti a chi convince un amico a sottoscrivere un abbonamento). Infine, proibire la pubblicità negli spazi scolastici, specialmente per la scuola dell’obbligo e abolire le pubblicità mascherate, cioè non presentate come tali, su internet e nelle communities virtuali.
Esiste qualche controindicazione a queste proposte? L’industria pubblicitaria sostiene che il consumo può soddisfare il bisogno di autonomia dei bambini, che essi sono in grado di gestire il potere persuasivo degli spot e che la pubblicità crea occupazione. Si tratta di argomenti pretestuosi che chiariscono come non esista nessun vera controindicazione al bando della pubblicità ai bambini e rafforzano la perplessità sul perché una simile proposta non penetri la nostra agenda politica.

Stefano Bartolini

Quel mostro travestito da Carosello - FINANZA E MERCATI- Punto di vista - pag. 19 16/06/2010 

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CIVITAS - Laboratori di politica http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=124 Thu, 10 Jun 2010 15:10:56 +0200  

Progetto promosso dalla Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune a livello nazionale, finalizzato a favorire la cittadinanza attiva e la formazione politica di base per le giovani generazioni.

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17, 18 e 19 giugno presso la sede delle Acli di Varese.

All'iniziativa hanno aderito 25 giovani provenienti da tutta la provincia di Varese che, durante i tre giorni di corso, avranno modo di conoscersi, confrontare le proprie idee e sperimentare i metodi pratici del fare politica.
L'appuntamento di CIVITAS a Varese segue quello organizzato a Latina che ha ottenuto importanti riconoscimenti istituzionali e di stampa.

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CIVITAS http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=122 Thu, 03 Jun 2010 17:32:07 +0200 “CIVITAS – Laboratori di politica”, è il progetto che la Fondazione Achille Grandi sta promuovendo su scala nazionale al fine di favorire la cittadinanza attiva e la formazione politica di base per le giovani generazioni.
CIVITAS è un itinerario di formazione gratuito, condotto direttamente presso le provincie italiane, con una metodologia didattica innovativa e stimolante.
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I partecipanti saranno coinvolti in tre giorni di “laboratori di pratica” durante i quali avranno l'opportunità di confrontare i propri valori individuali con quelli degli altri componenti del gruppo, apprenderanno i meccanismi che presiedono le dinamiche del consenso sociale e sperimenteranno come attuare una efficace campagna di azione politica.
CIVITAS, oltre ad un corso, vuole essere una azione di stimolo sui territori per avviare ulteriori iniziative aggregative e politiche anche creando dei gruppi locali. L'utilizzo di una piattaforma telematica svolgerà la funzione di raccordo nazionale dei vari gruppi locali nati dai corsi, attuando un processo di integrazione e di rete.
Animatore e docente del progetto CIVITAS è Massimo Salesi: formatore, studioso di antropologia culturale, esperto in Comunicazioni di massa ed in Progettazione per la promozione sociale.
 
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QUALI VALORI NELLA SOCIETA' DELLA VIDEOCRAZIA? http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=121 Fri, 14 May 2010 11:40:54 +0200 MARTEDI' 25 MAGGIO ore 18.30 P.ZZA CAMPITELLI 9, ROMA

Di fronte al declino del sistema dei partiti, come promuovere l'inclusione e la cittadinanza attiva? Come evitare la deriva dell'indifferenza e dell'antipolitica in una società in cui il potere dell'immagine, l'edonismo e l'ostentazione del successo travolgono spesso le regole del consenso?

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Intervengono:

Franco Bechis (Vicedirettore “Libero”)

Andrea Olivero (Presidente Nazionale Acli)

Marco Guzzi (Poeta e scrittore)
 
Modera: Stefania Saracino (Giornalista)
 
Per informazioni, contattare:
Fondazione per il Bene Comune, tel 06 69923457 e-mail: info@fondazionebenecomune.it
www.fondazionebenecomune.it
Laboratorio per la POlis, e-mail: info@laboratorioperlapolis.it
www.laboratorioperlapolis.it

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SUCCESSO PER IL LABORATORIO DI POLITICA PROMOSSO DALLA FONDAZIONE ACHILLE GRANDI A FORMIA http://www.fondazionebenecomune.it/news.interna.php?notizia=120 Tue, 04 May 2010 17:53:28 +0200 “AGORA'- Laboratori di politica”, è il titolo della tre giorni di incontri tenuti a Formia, presso le aule del Centro del Coni “Bruno Zauli”, dalla Fondazione "Achille Grandi" e dalle Acli provinciali di Latina.

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Tre giorni durante i quali i partecipanti, oltre quaranta, hanno appreso, accompagnati dal docente Massimo Salesi per la Fondazione Achille Grandi, i meccanismi che presiedono le dinamiche del consenso sociale.

Un corso sui “Mass Media”, certo, condotto attraverso l’analisi degli strumenti e delle tecniche della comunicazione di massa, con riferimento ai media convenzionali e alla Rete Internet, ma “politico” proprio perché attraverso quell'analisi i partecipanti hanno potuto valutare su quali “logiche” un “evento” diventa “notizia” e sperimentare come la percezione individuale, e l'opinione pubblica collettiva, siano soggette alle pressioni esercitate dai media.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente delle Acli di Latina Sandro Bartolomeo che, a chiusura del corso, ha inteso premiare con un attestato i numerosi partecipanti condividendo con loro una riflessione sulla politica attuale.
L'esperienza è solo la prima di un progetto più ampio che vedrà coinvolte altre province ACLI, come proposta di riflessione politica promossa dalla Fondazione su scala nazionale e indirizzata specificatamente alle giovani generazioni.
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